Lì lontano, dove c’è la luce
e profuma di fieno fresco,
c’è una casa che sostiene il cielo,
accanto a lei – un albero verde.
Lei è vecchia, con mattoni duri,
ordinati da mani maschili.
Sul tetto cicogne nuove,
ogni primavera spiegano le ali.
Questo tetto, dalla mia infanzia,
è un coperchio magico rosso.
Il sotto di lui è la mia eredità,
lasciata dalle tenebre notturne.
Le stelle lì giocano a „dama“,
la luna conta fino a dieci.
Dieci coleotteri, due per due,
marciano a piedi fino all’alba.
Impilati su lunghe file,
otto peperoni parlano ad alta voce.
Sulla scala di legno di pino
sale il porro maturo.
Lì ci sono i miei sogni d’infanzia,
che sbirciano dalla finestra segreta.
Lì il mio spirito libero vola,
e il soffitto alla scena assomiglia.
© Hari Spasov


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